Riscarti è la celebrazione del potenziale creativo che risiede nei materiali di scarto: il rifiuto diventa materia prima per la creatività.

INTELLIGENZA ARTIGIANALE

XI EDIZIONE. Focus

L’edizione in arrivo di Riscarti scavalla la decima, con l’idea e la paura di entrare nel futuro, in quello spazio immaginifico dove tutto assume contorni sfumati e tonalità chiaro scure: sconfinare oltre le colonne d’Ercole del mondo conosciuto per generare riflessioni e immagini su ciò che ci aspetta.
La sete di conoscenza verso l’ignoto che la nostra mente brama, modificherà il nostro corpo e il nostro pensiero, o esistono confini che non andrebbero superati? La tecnologia fa passi da gigante e il futuro ha sempre più da dire.

Durante il festival, quest’anno le opere d’arte e le installazioni in mostra, spingendo il pubblico a considerare il valore materiale ed evocativo degli scarti, diventeranno il punto di partenza per una profonda riflessione per immagini, soprattutto nei confronti della tecnologia. Riscarti è l’occasione perfetta per far incontrare generazioni in maniera trasversale ed ispirare menti creative e visionarie, per realizzare, insieme, un futuro migliore. 

Artificiale come le intelligenze generative o Artigianale come le competenze della tradizione, quale sarà il nostro futuro? Secondo alcune analisi, il vero rischio della tecnologia è che incrementerà le disuguaglianze. L’allarme è arrivato anche dal Papa, nella sua ultima Enciclica spiega che se il danno ambientale è il prezzo del progresso, secondo il paradigma tecnocratico, dobbiamo imparare a utilizzare le risorse naturali senza essere dominati dalla sua logica.

La sfida che lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie intelligenti stanno rappresentando, con maggior sempre pervasività e impatto per gli esseri umani, richiama la necessità di una mobilitazione dell’ampia gamma di strumenti culturali che l’umanità ha sviluppato. Andranno ridiscussi e definiti gli obiettivi condivisi, i principi irrinunciabili, le strategie comuni.

Nel recente film Oppenheimer, l’alternativa tra utilizzo positivo dell’atomo a beneficio di una umanità nella ricerca – ieri come oggi – di una fonte energetica inesauribile e, al contrario, il suo utilizzo ai fini bellici con effetti tali da compromettere l’habitat e la sopravvivenza stessa del genere umano, è il vero nodo della questione.

Questioni epocali che contrappongono sulla bilancia le potenzialità delle intelligenze artificiali: opportunità o rischi?

Vi sono accesi dibattiti sulla rilevanza estetica e culturale delle immagini prodotte dalle intelligenze artificiali. “L’Intelligenza artificiale non crea nulla ma copia opere esistenti, di artisti esistenti, alterandole abbastanza da sfuggire alle leggi del diritto d’autore”. Lo afferma il linguista di fama mondiale Noam Chomsky dalle colonne del New York Times (marzo 2023)

Perduto l’approccio antropocentrico della realtà, avvitati alle nuove macchine intelligenti, dobbiamo cambiare prospettiva.

Michelangelo Pistoletto, uno dei primi artisti ad aderire alla rivoluzione dell’Arte povera, il movimento radicale teorizzato da Germano Celant molto critico nei confronti di un sistema che voleva l’artista «novello giullare impegnato a soddisfare i consumi raffinati e a produrre oggetti per i palati colti» afferma nella sua imminente mostra al Castello di Rivoli che l’IA “contiene le informazioni di tutti. Spaventa perché è molto potente, è vero, ma la sua caratteristica è di raccogliere la memoria per fornire dati certi, oggettivi ed esatti”.

Ci troviamo davanti ad un sistema in grado di classificare il patrimonio culturale del passato, di muoversi fra diversi stili, tecniche, correnti, scuole. Da sempre l’arte ha dovuto fare i conti con le innovazioni tecnologiche del proprio tempo, assumendo di volta in volta atteggiamenti di diffidenza o di accettazione. Fu così anche per la fotografia. Nonostante le paure, la nuova tecnologia non uccise la pittura, al contrario, le diede la libertà di andare oltre la rappresentazione del vero.

 

CALL PER ARTISTI. Dead line 10 Marzo 2024

Sul doppio fronte ecologico e creativo, l’artista è invitato a interrogarsi sulla relazione che ci lega agli oggetti di uso quotidiano, concentrandosi sulla natura della materia, ed evocando l’umanità nascosta negli oggetti: decostruire l’oggetto, per capire se e quanto può dirci su di noi, facendo luce sulle crepe della modernità.

Ribaltando la prospettiva e seguendo il confine sempre più sfocato tra umano e non umano (postumano), pensare al progresso e situarsi oltre l’immaginabile, riportando con sé una parte di quella potenzialità degli oggetti del reale e del tangibile: valorizzare quegli scarti inattesi, amplificandone allegorie e simbolismi, facendo volare la fantasia tra riflessioni antropologiche e distopiche.

Le opere e installazioni realizzate risponderanno diversamente, a seconda dell’autore, alle domande del nostro tempo.

COME PARTECIPARE

Suggerimenti di originalità e improvvisazione.
Creare, innovare, dare corpo ad una propria idea: non è solo una operazione o funzione del cervello e dell’intelligenza, ma necessita di un’ottica più profonda in cui il pensiero prende forma a partire da un complesso gioco tra visioni del mondo, emozioni, motivazioni profonde, intuizioni creative che portano la nostra soggettività ai confini della ragione.
Nella sua natura più autentica, la creatività è un intreccio, dinamico e dialettico, tra motivazioni interne e sollecitazioni sociali, bisogni e rinforzi, curiosità, intuizioni ed emozioni che nascono dall’aver scoperto e realizzato qualcosa di nuovo, autentico e innovativo. Se c’è qualcosa che già esiste, qualcosa che già è stato descritto, si tratta di utilizzarlo in modo personale e innovativo, di individuarvi degli elementi che vanno al di là delle sue apparenze o significati immediati e consumistici.

Tre cose per mettersi in gioco e dare uno smacco alle intelligenze artificiali:


1. Sentimenti, emozioni, bisogni, pulsioni, interessi, passioni, desideri. Per riuscire ad essere fluidi nell’orizzonte creativo del nostro io, dobbiamo rinunciare ad orientarci esclusivamente in funzione del pensiero “logico-razionale-lineare” per inoltrarci nell’orizzonte «analogico-intuitivo-reticolare» cioè sapere, in uno stesso tempo, ciò che riguarda i molteplici aspetti di un fenomeno percepito nell’esperienza.

2. Idee, fluidità concettuale, capacità di riorganizzazione degli elementi, produzione di molte risposte diverse fra loro, rielaborazione personale, senso critico. Adottare il pensiero divergente, l’orizzonte di pensiero che ricerca risposte flessibili e soluzioni molteplici e originali, mentre il pensiero convergente non si lascia influenzare dagli orizzonti dell’intuizione creativa, per limitarsi ad utilizzare l’informazione in vista di una sola risposta corretta. La creatività si esprime attraverso il pensiero divergente.

3. Respirare (le macchine non lo fanno) ed inspirarsi. Ora siamo pronti per la nuova edizione di Riscarti, il futuro artigianale è alle porte.